«Sono Marco e da ben trent’anni vivo grazie a un trapianto di rene. Un dono che mi ha permesso di fare tantissimo: lavorare, viaggiare, amare, vivere. Tutte quelle cose alle quali, prima del trapianto, ero costretto a rinunciare, legato indissolubilmente alla “macchina” di dialisi. Una macchina che mi permetteva di sopravvivere, ma che mi costringeva al letto di ospedale per quattro ore, tre volte a settimana. Una macchina che scandiva il tempo della mia vita.» Inizia così il racconto di Marco Minali, cinquantenne originario di Treviolo, in provincia di Bergamo, che oggi vive e lavora…