di Giuseppe Feltrin
Direttore Generale del Centro Nazionale Trapianti
Ricordo ogni mio paziente. La sua storia, la sua famiglia, la sofferenza, la rinascita. Essere un chirurgo dei trapianti vuol dire condividere, ogni giorno e con ogni paziente, una vasta gamma di emozioni e camminare su una fune immaginaria tesa fra la malattia e una possibilità di ritorno a una vita piena, avendo il paziente tra le braccia. per rimanere nella metafora, poter lasciare il paziente su una sponda sicura è quanto muove il lavoro di tutti coloro che si occupano di donazione e trapianto. Ed è da quel porto sicuro che i pazienti trapiantati possono riprendere a vivere, a fare sport, a laurearsi, a diventare madri e padri, a vedere crescere i propri figli e nipoti, a diventare testimoni e voci della possibilità di rivivere che hanno avuto grazie al «Sì» di chi ha scelto di diventare donatore e
dei suoi familiari. Volti di rinascita parla di questo e di molto altro. del sottile filo che unisce il donatore sconosciuto al trapiantato, ma anche del legame fra il trapiantato e l’équipe che lo ha in cura e che lo segue costantemente. parla della dedizione dei medici e di tutti gli operatori sanitari, della complessità del sistema di donazione e trapianto, di una rete nazionale coesa e che ha come faro la centralità del paziente.
Come direttore generale del Centro nazionale Trapianti non posso che ringraziare gli autori per aver profuso uno sforzo così grande e completo di ricerca delle storie e di cura editoriale. Un ringraziamento altrettanto sentito va alla Fondazione Trapianti onlus, che si è fatta promotrice di questo volume all’interno del quale, grazie alla grande esperienza di Sergio Vesconi e Mariangelo Cossolini, i lettori avranno anche la possibilità di approfondimenti sulla medicina dei trapianti che rappresenta sicuramente un’eccellenza chirurgica, un’avanguardia in termini di ricerca e un esempio gestionale della Sanità pubblica nel nostro paese.Voglio ricordare, ancora una volta e con forza, che la trapiantologia conserva un elemento valoriale peculiare: non ci può essere trapianto e cura per i pazienti in lista d’attesa senza la generosità di uomini e donne che decidono di diventare donatori. ancora grazie a chi ha curato e promosso la realizzazione di questo volume, per l’impegno costante nella promozione della cultura della donazione. progetti come questo sono preziosi.
Fondazione Trapianti Onlus
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